Fibroblasti: cosa sono e a che servono

Fibroblasti: cosa sono e a che servono

I fibroblasti sono le cellule caratteristiche dei tessuti connettivi, che hanno il compito di sintetizzare componenti importanti per la pelle e per i tessuti, quali collagene, elastina e acido ialuronico

I fibroblasti sono le cellule caratteristiche dei tessuti connettivi. A seconda di dove si trovano e del tessuto che stanno costruendo, secernono diversi tipi di proteine fibrose.

In particolare, hanno il compito di sintetizzare componenti importanti per la pelle e per i tessuti, quali collagene, elastina e acido ialuronico. Inoltre, producono altre sostanze, quali enzimi e fattori di crescita.

Chiamati anche fibrociti, sono di dimensioni e forma diverse, oltre che in forma attivata o disattivata. Sono dispersi nella matrice extracellulare e sono disposti lungo le fibre.

Con l’avanzare dell’età cala drasticamente il numero complessivo dei fibroblasti e diminuisce l’attività biologica. Questi eventi fisiologici iniziano dopo i 25 anni e subiscono una progressiva accelerazione negli anni successivi.

Il risultato è una minore sintesi di collagene ed elastina, ingredienti fondamentali per le strutture cutanee. Senza questi componenti, o con il naturale degrado della qualità e della quantità degli stessi, la pelle inizia ad essere colpita dall’invecchiamento cutaneo con la formazione di rughe, lassità e inestetismi di varia natura (come le macchie). 

A cosa servono i fibroblasti

I fibroblasti producono, dunque, le componenti della matrice extracellulare, che è una sorta di rete che lega insieme le cellule, fornendo sostegno e permettendone la reciproca interazione.

 Nello specifico, i fibroblasti producono:

  • Fibre collagene, fibre reticolari e fibre elastiche (collagene, elastina e fibronectina)
  • Proteoglicani e glicoproteine (ad esempio acido ialuronico e eparina).

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I fibroblasti intervengono, inoltre, nei processi di cicatrizzazione e guarigione da traumi e favoriscono la ricostruzione dei tessuti danneggiati. Quando la struttura cutanea danneggiata, i fibroblasti proliferano e migrano verso la ferita contribuendo alla produzione di matrice extracellulare, alla regolazione dell’infiammazione in corso e alla riparazione dei tessuti. Infine, contribuiscono all’avvio e al ciclo di crescita dei follicoli piliferi.

Collagene, elastina e acido ialuronico

Il collagene fornisce la struttura al tessuto connettivo e previene rughe e cedimenti, mantenendo l’epidermide resistente e tonica. È, dunque, fondamentale per il fisico perché sorregge e supporta la struttura di muscoli, ossa, tendini e pelle. Questa proteina può anche essere definita come la “colla” del nostro corpo, poiché serve letteralmente a tenere insieme tutte le parti del nostro organismo.


 


L’elastina è presente nella pelle, vasi sanguigni, polmoni e tendini, organi che per funzionare devono essere elastici. In sostanza, quindi, conferisce ai tessuti la capacità di tornare alla forma e dimensione originale successivamente a una distensione. Tuttavia, questi hanno una bassa resistenza alla trazione, per cui superato un certo limite si spezzerebbero facilmente. Il collagene, con la sua tenacità, si oppone alla trazione eccessiva, proteggendo l’elastina dalla rottura. L’elastina rimane presente nei tessuti per tutta la durata di vita di una persona, anche quando non è più prodotta dall’organismo. 

L’acido ialuronico si trova nella pelle, nell’umor vitreo degli occhi, nelle cartilagini, nei tendini e nelle articolazioni, nel cordone ombelicale e nelle pareti dell’aorta. Quello presente nella pelle favorisce la produzione del collagene e la mantiene turgida, elastica e idratata. A livello superficiale, è in grado di formare una pellicola che impedisce la dispersione dell’acqua, mantenendola perfettamente idratata. Con il passare del tempo, però, la sua rigenerazione diventa più lenta. La carenza determina disidratazione e indebolimento della struttura dei tessuti, fattori che determinano la formazione delle rughe e il rilassamento cutaneo.

Come stimolare la produzione dei fibroblasti

Oggi molti trattamenti di medicina estetica hanno lo scopo di stimolare la produzione di fibroblasti.

Per quanto riguarda i cosmetici, affinché un principio attivo possa realmente stimolare l’attività e la proliferazione dei fibroblasti, è necessario innanzitutto che penetri l’epidermide fino a raggiungere il derma.

Esistono diversi principi attivi ad uso topico che hanno dimostrato di poter stimolare i fibroblasti cutanei, come la Vitamina A ed estratti vegetali (burro di karitè, olio di oliva, centella asiatica).


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Anche l’esfoliazione degli strati superiori dell’epidermide produce un incremento dell’attività dei fibroblasti e della produzione di collagene, acido ialuronico ed elastina.

Per rallentare i processo di invecchiamento è, inoltre, molto importante mantenere un’alimentazione sana, bere tanta acqua, evitare l’esposizione al sole, non fumare e non bere alcol.

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